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sabato 29 novembre 2014

CIRCLE TIME: il coraggio di dire NO

ORIGINE DELLA DISCUSSIONE
Quanto manca a Natale? Conto alla rovescia. Creiamo insieme un semplice sistema per annullare i giorni

Oggi tocca a Matteo . scopro che ha cancellato 3 giorni anziché 1.
MAESTRA: perché ne hai cancellati tre invece di uno?
Matteo: ma io sapevo che dovevo cancellarne solo uno …
MAESTRA: però non l’hai fatto. Come mai?
Matteo ( quasi piangendo): Diego mi ha detto che ne dovevo cancellare tre. Ma io non ero d’accordo.
MAESTRA: e allora perché l’hai ascoltato? Diego ti ha costretto?
Matteo: No. Però lui ha detto che dovevo fare così …
MAESTRA. Insomma, non hai osato andare contro  quello che diceva Diego. E hai fatto come lui ti ha indicato anche se non eri convinto.
Matteo annuisce. Allora fermo tutto e … si discute.
Argomento: il coraggio di dire di NO.
MAESTRA: secondo voi, come mai Matteo ha ascoltato Diego pur sapendo che avrebbe sbagliato?
  •          Forse  ha fatto così perché Diego dice sempre cose giuste
  •          Secondo me non voleva dare un dispiacere a Diego
  •          Matteo è  timido e magari non osava dire quello che pensava. 

MAESTRA Però così facendo ha sbagliato e ha rischiato di essere sgridato
  •          Già. Era meglio se faceva di testa sua. Matteo sa benissimo tutte le cose
  •          Però anche se se sbagliava ma almeno lo faceva col suo pensiero
  •          E non con il pensiero di un altro

MAESTRA Secondo voi Diego ha qualche responsabilità nel comportamento di Matteo?
  •          Secondo me sì perché non doveva dire a Matteo quello che doveva fare
  •          Secondo me no perché non l’ha obbligato a fare niente. Diego è un bambino gentile
  •          Matteo poteva scrivere quello che voleva. Solo che è timido e non voleva fare delle cose diverse da quello che diceva Diego
  •          Ma così ha sbagliato
  •          E’ stato un po’ debole di forza

MAESTRA  Secondo voi è giusto dire che a Matteo è mancato il coraggio?
  •  Sì, giusto. Il coraggio di fare quello che aveva nella mente
  • Doveva dire i suoi pensieri, anche se erano diversi da quelli di Diego
  • Anche se sei un po’ timido devi  lo stesso farti coraggio

MAESTRA … e dire di NO se non sei d’accordo...
  •           Infatti. Perché altrimenti puoi anche fare cose che magari sono sbagliate
  •           Tipo da grandi se ti dicono “vuoi fumare” tu devi dire NO anche se è un tuo amico
  •           O se ti dicono se vai con lui a rubare tu devi dire di NO


CONCLUSIONE COLLETTIVA. A volte scegliamo di  fare le cose che ci dicono gli altri invece di ascoltare  la nostra testa perché non osiamo o abbiamo paura di fare brutta figura o che i nostri amici dopo non ci fanno più amici. Invece non va bene. Dobbiamo avere il coraggio di dire NON SONO D’ACCORDO. Dobbiamo pensare bene e poi usare la nostra testa invece di quella degli altri. In questo modo, sia che facciamo giusto, sia che facciamo sbagliato, siamo noi i capi delle nostre decisioni.

sabato 22 novembre 2014

Circle time:le bugie hanno le gambe corte

...e mentre noi conversiamo Giacometto ci tiene d'occhio...


CONVERSAZIONE
“Le bugie hanno le gambe corte”
  • MAESTRA. Che cosa significa questo proverbio secondo voi?
Marika: che le bugie fanno poca strada
Giulia: cioè che camminano piano
Marco: che se vanno piano si fanno prendere subito
Diego: e quindi che si fanno beccare
Eugenia: si fanno scoprire perché prima o poi qualcuno capisce
  • MAESTRA: facciamo per finta che Marika ha perso la penna. Arriva a casa e, per paura che la mamma la sgridi, dice che gliel’ha presa Marco. Facciamo per finta che la mamma di Marika scrive un avviso sul diario alla maestra:
“Gentile maestra Flavia, Marika dice che Marco le ha rubato la penna nuova. Può indagare per favore. Grazie”
La maestra Flavia chiama Marco e lo interroga sulla sparizione della penna. Marco dice che non è stato lui. La maestra è in difficoltà perché non sa che cosa pensare. Chi ha ragione, Marco o Marika? Allora scrive una comunicazione alla mamma di Marco:
Gentile Nadia, può controllare se per caso la penna di Marika è finita tra le cose di Marco?”
Mamma Nadia ( sempre per finta) interroga Marco per sapere se è stato lui a prendere la penna. Marco dice di no, la mamma gli crede ma ha anche paura che Marco possa raccontare una bugia. E insiste, insiste e Marco diventa triste perché proprio non è stato lui. La mamma di Marika vuole ritrovare la penna ed è un po’ arrabbiata, a scuola la maestra è in difficoltà perché non sa che pesci pigliare. Marco è triste perché non ha fatto niente. Marika nel suo cuore è dispiaciuta perché ha combinato un pasticcio.
  • MAESTRA: secondo voi, che cosa pensa adesso Marika? Valeva la pena creare tutto questo pasticcio per una bugia?
Youssef: no, era meglio se diceva la verità
Stefano: magari la mamma la sgridava un po’ ma poi finiva tutto lì
Alessandro: e nessuno ci stava male
Danilo: e magari la mamma non si arrabbiava nemmeno
Giulia: e poi è ancora più brutta una bugia che incolpa gli altri
Matteo: secondo me è più bello dire la verità
Marta: almeno nessuno ci sta male e tutti sono contenti
Silù: non bisogna dire bugie
Ilenia: se dici la verità magari subito è un po’ difficile ma poi ti senti meglio
Giacomo: e non hai ingannato nessuno

CONCLUSIONE COLLETTIVA:
Le bugie hanno le gambe corte perché devono essere fermate subito. Non dire la verità far star male gli altri ma fa soffrire anche chi le dice. A volte ci scappano. Se sono piccole non è grave. Quando capita, dato che con le gambe corte fanno poca strada, bisogna fermarle subito e avere il CORAGGIO di dire la VERITA’


venerdì 14 novembre 2014

Cervelli al lavoro: creare connessioni

Per avviare il ripasso di storia ho proposto ai bambini di lavorare sulle CONNESSIONI. Come si fa con Internet, ho chiesto loro di creare una CONNESSIONE, cioè di cercare nella  mente tutti i vocaboli che avessero  un legame con la parola STORIA . Infine abbiamo individuato le CONNESSIONI tra le varie parole.


Abbiamo quindi avviato una riflessione sul funzionamento del nostro cervello, dovevamo  metterlo al lavoro per andare  a ripescare nel "MAGAZZINO" i dati che avevamo archiviato l'anno passato.




E siamo solo all'inizio ...

martedì 4 novembre 2014

I pipistrelli della maestra Cettina

Eccoci qua con i pipistrelli che abbiamo costruito con la maestra Cettina.
Fanno paurissima!!!! E noi in cambio ci facciamo un sacco di risate...


venerdì 31 ottobre 2014

Le difficoltà ortografiche e il camion della carta

Oggi sono proprio felice. "Che t'e' successo?" direte voi. Nulla eppure tanto. In classe è stato bellissimo. Un lavoro difficile,"alto", bambini sorprendenti, risultato magnifico. E poi il camion della carta che furoreggia. L'abbiamo costruito per permettere all' AIUTANTE di turno di passare a raccogliere i ritagli, evitando così il via vai dei compagni diretti al contenitore specifico. E poi il nuovo cartellone terminato. Invece di appendere poster preconfezionati, ho deciso che i bambini potevano creare da soli il RIASSUNTO VISIVO delle difficoltà ortografiche , nelle modalità preferite.   
Se ci aggiungete che parecchi si sono fatti sgridare perché, mentre spiegavo, leggevano di nascosto uno dei libri di narrativa scelto tra quelli che avevo offerto loro, vi rendete conto del perché  sia stata davvero una super giornata.






mercoledì 22 ottobre 2014

Compito: un bosco fatto in casa

Eccoci di nuovo qui con il compito "diverso".
Ho assegnato ai bambini la costruzione di un albero in autunno, da realizzare a casa con l'aiuto di papà ( o di mamma, se proprio non è possibile con papà). Naturalmente la scelta dei materiali è affidata alla libera creatività individuale.
Ecco i risultati:


e la relativa SCHEDA TECNICA compilata individualmente in classe.





mercoledì 15 ottobre 2014

METACOGNIZIONE: cosa so fare, cosa voglio imparare

Far riflettere i bambini sul proprio apprendimento e sui meccanismi che ne sono alla base è un'operazione fondamentale per renderli protagonisti del  percorso di costruzione del sapere.
Dopo aver compilato la tabella che vedete qui sotto, nella quale ognuno  doveva indicare il proprio livello di competenza ( lo so fare bene, ho difficoltà, non mi riesce, non ricordo, devo ancora imparare...)

So leggere


So scrivere


So raccontare


So disegnare


So scrivere al computer


So i giorni della settimana


So i mesi


So le stagioni



abbiamo creato il PAESE DELLE COMPETENZE ( l'hanno chiamato loro così!). I piani delle case rappresentano ciò che ciascuno di loro ritiene di avere già acquisito ( vedi tabella); nel tetto abbiamo scritto "il desiderio",  qualcosa che i bambini non sanno ancora fare ma che vorrebbero imparare quest'anno.















venerdì 26 settembre 2014

Circle time: com'è andata coi compiti?

Al rientro dalle vacanze è utile fare il punto della situazione: com'è andata coi compiti?
E' una meta-riflessione che serve
  • ai bambini per renderli protagonisti, per dar voce alle difficoltà che possono aver incontrato, per guidarli a ripensare al loro comportamento, per aiutarli a capire l'utilità dell'esercizio;
  • alla maestra per verificare se i compiti che ha assegnato erano adeguati, se hanno creato problemi al bambino e/o in famiglia, per ricavare indicazioni da utilizzare l'estate prossima;
  • alle famiglie, anzi, alle mamme, visto che sono le uniche citate, per sapere com'è andata.          
Ecco la sintesi dei problemi della seconda A ( su cartellone riciclato...) :

martedì 9 settembre 2014

Fieri di quello che abbiamo già imparato, si riparte...



Cari Bambini, si ricomincia. E quale modo migliore per farlo se non partendo da quello che già sappiamo? Date un'occhiata al vostro quaderno e siate fieri di tutto quello che avete imparato durate il vostro primo anno di scuola. E adesso ... via, verso nuove avventure!!!



Ps: un grazie a Danilo e alla sua mamma che, in un pomeriggio d'estate, mi hanno imprestato il quaderno, permettendomi di trasformarlo in un ebook.

lunedì 28 luglio 2014

mercoledì 28 maggio 2014

Attività interdisciplinare. Principi e principesse per un giorno




Con questo ebook ho voluto raccogliere parte delle attività interdisciplinari che sono state sviluppate in relazione alla visita al Castello di Racconigi ( Residenza Sabauda Patrimonio Unesco) - Cuneo
Ebook: "Principi e principesse per un giorno"

sabato 10 maggio 2014

INTERCULTURA: ieri-oggi

Ogni giorno nuovi sbarchi, ogni giorno qualcuno in cerca di un luogo dove poter vivere con la dignità che spetta ad ogni uomo, ogni giorno qualcuno in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla disperazione.  Di chi è la terra in cui noi, fortunatamente, siamo nati? 
Come spunto di lavoro ho pensato di riproporre il video che raccoglie la sintesi dell'attività svolta in relazione al  concorso promosso dal Miur, dal Comitato Italia 150 e dall’ Associazione Italiana Biblioteche, " L’ITALIA DELLE FIABE. IN VIAGGIO CON LE FIABE ITALIANE DI ITALO CALVINO cui hanno partecipato oltre 600 scuole di tutta Italia.Come leggere le fiabe nell'Italia interculturale di oggi? A scuola e a casa chi le racconta? E i bambini e i ragazzi di oggi, i “ nativi digitali”, sono ancora disponibili ad ascoltare e a raccontare? A scuola come si possono usare? Che posto hanno le fiabe e le storie nella vita quotidiana e negli scambi, nei passaggi di consegne tra le generazioni? Io ho scelto di guidare i ragazzi a scoprire che, da sempre, c'è qualcuno in giro per il mondo che parte per andare "  a cercar fortuna ...". Il lavoro prodotto, risultato vincitore per il Piemonte, è stato premiato a livello nazionale con lale,  ricevendo la seguente menzione speciale.
-Interculturalità: DD II Circolo-Scuola primaria Einaudi (Marene-CN). La commissione ha apprezzato la capacità di attualizzare e problematizzare i temi della fiaba. Gli alunni sono stati coinvolti in una riflessione a tutto tondo sul significato odierno di alcune parole-chiave del mondo della fiaba. Con sensibilità ma anche coraggio si sono affrontati in maniera adatta all’età degli alunni temi complessi quali la guerra, l’emigrazione forzata, la fame, la povertà e il disagio.

In cerca di Fortuna. In viaggio con le fiabe di Italo Calvino

venerdì 2 maggio 2014

SILENZIO, CALMA, CONCENTRAZIONE ... per lavorare meglio

Qualche anno fa il mio Istituto, I.C.Papa Giovanni XXIII di Savigliano (Cn), attuò un progetto legato al SILENZIO in classe, come modalità di rilassamento e concentrazione. Il progetto, condotto da Doju Dinajara Freire, monaca buddhista nella tradizione Zen, aveva avuto molto successo e prodotto buoni risultati . Dato che i nostri bambini sono sempre più bombardati da stimoli di varia natura, pressanti e continui,  ho pensato di riprendere l'attività in classe prima, personalizzandola un pò.
Materiale occorrente: un campanello da portineria che dà l'avvio e la conclusione dell'attività.











I bambini sono seduti, le schiene ben appoggiate allo schienale, i piedi toccano il pavimento, devono "sentire la terra". Si inizia con 5 respiri, lenti, durante i quali i bambini appoggiano le mani sulla pancia, che si gonfia e si sgonfia come un palloncino. Ogni respiro viene trattenuto alcuni secondi.L'inspirazione avviene dal naso, l'espirazione mediante una lunga soffiata a bocca socchiusa.


Dopo i respiri i bambini chiudono gli occhi, congiungono le mani per formare "il nido" nel quale troverà posto il SILENZIO. Dopo qualche secondo l'insegnante, sottovoce, invita i bambini a sentirsi leggeri come le nuvole, delicati come la neve, a immaginare la brezza sulla pelle, il volo di una farfalla...

5 respiri e il suono del campanello concluderanno il momento di rilassamento ( la cui durata potrà via via aumentare). I bambini, quando lo desiderano, potranno riaprire gli occhi. E' un esercizio molto utile che andrebbe svolto quotidianamente e comunque dopo momenti di caos ( intervallo) o lezioni impegnative per recuperare la concentrazione e la tranquillità. Ai bambini piace davvero moltissimo. Inoltre assoceranno il silenzio al suono del campanello che potrà così essere utilizzato durante la giornata per riportare la classe alla concentrazione.

mercoledì 16 aprile 2014

UN COMPITO "diverso"

I bambini hanno poco tempo per manipolare e, soprattutto, poche occasioni. Attraverso l'utilizzo creativo di materiali poveri e di recupero si sviluppa la fantasia, ci si diverte, si fa esercizio affinando la motricità fine. Purtroppo anche a scuola, visti i tempi ristretti e la marea di cose da fare, è diventato difficile farli agire in questo senso. Per questo, ogni tanto, assegno ai miei alunni un compito "operativo". Chiedo loro di COSTRUIRE un oggetto, facendosi , se possibile, aiutare dai genitori. Se scarseggiano le idee, buttò lì qualche suggerimento ( una casetta, un'automobile, un animale,un'astronave ...) e raccomando di non comprare nulla ma utilizzare materiali poveri presenti in casa.
Il risultato è bellissimo: oggetti incredibili e genitori che si divertono con i bambini. Al termine, per avviare il bambino a comprendere l'uso di strumenti e materiali ( educazione tecnologica), assegno una scheda descrittiva che gli alunni prima verbalizzano a voce, poi compilano come sono capaci  (siamo pur sempre in prima!).
Ecco alcuni degli oggetti prodotti per "compito" e le relative SCHEDE TECNICHE.